Castissima donzella

Figure di donna tra letteratura e norma sociale (secoli XV-XVII). a cura di Laura Orsi
 Taschenbuch
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ISBN-13:
9783039109593
Einband:
Taschenbuch
Erscheinungsdatum:
18.06.2007
Seiten:
251
Autor:
Francesco Sberlati
Gewicht:
360 g
Format:
223x149x17 mm
Sprache:
Italienisch
Beschreibung:
Exklusives Verkaufsrecht für: Gesamte Welt.
Dal contenuto: Misoginia come villania: storia di un pregiudizio letterario e sociale - L'appetito sessuale della donna nella novellistica del Quattrocento e del Cinquecento - Vocazione monastica e cultura umanistica - La spiritualità militante delle mistiche - La virtù femminile nella corte del Rinascimento - Emancipazione delle donne nel primo Cinquecento: l'ambigua figura della cortigiana - La giustificazione morale dell'adulterio - L'estetica dottrinale della Controriforma - Disciplinare il comportamento della donna moderna - L'esaltazione della creanza cristiana e della donna di famiglia - Pedagogia femminile e devozione nell'età della Controriforma - La lotta contro la bellezza, esca del diavolo - Il contegno della casta donzella: la codificazione dei gesti - Il matrimonio, rimedio alla libidine - Retorica barocca e monacazione forzata - Seduzione e stupro: persuasione e sopraffazione - I documenti giuridici e processuali: una fonte per l'interpretazione della trattatistica sul comportamento.
Nella prima età moderna l'educazione della donna non è una questione privata. È un'esigenza collettiva che concorre ad assicurare la stabilità dell'ordine civile, di cui il sacramento del matrimonio rappresenta una delle istituzioni fondamentali. Il ruolo sociale della donna è pertanto fatto oggetto di una severa trattatistica comportamentale e sottoposto a rigorose prescrizioni normative. L'analisi della documentazione rivela una precisa volontà di controllo della femminilità, senza escludere metodi coercitivi e persino brutali, come la segregazione conventuale. Questo libro indaga la funzione letteraria e sociale della donna lungo un arco cronologico che va dal primo Quattrocento al XVII secolo, in una originale prospettiva di ricerca finalizzata a mettere in evidenza i pregiudizi e le violenze di cui figlie e mogli sono state vittime. Grazie a un duplice taglio di analisi, culturale e politico, l'autore ricostruisce lo stretto intreccio tra la manualistica pedagogica e il disciplinamento messo in atto dal potere ecclesiastico, svelando, da un lato, le forme della ricorrente misoginia e, dall'altro, lo stereotipo della donna di famiglia, esempio di casta sposa e devota madre.